In questa pagina si possono trovare le più recenti ricerche condotte nel mondo in ambito psicoanalitico, della psichiatra, della psicoterapia individuale, dei gruppi e delle istituzioni, nell’ambito delle neuroscienze o anche scientifico in genere, che hanno, a nostro avviso, attinenza e rilevanza con la ricerca svolta dal CFR. Lo sviluppo della psicoterapia psicoanalitica, della psicoanalisi e, quanto ci sta più a cuore, della formazione degli allievi, dei partecipanti ai gruppi e dei soci del CFR,  si avvale di dibattiti e dialoghi con altre discipline e indirizzi di formazione. Ci teniamo a mantenere e a promuovere lo sviluppo di un pensiero critico libero da condizionamenti di scuole o appartenenze istituzionali. Continuando questa nostra tradizione volta al  pluralismo critico, abbiamo pensato di aggiungere anche una pagina che contenga le più recenti e rilevanti ricerche condotte nel mondo nei più vari campi della ricerca e pubblicate su riviste rinomate ma anche su siti o riviste meno note.

Un introduzione (in inglese) ai sistemi motivazionali nella MenteCervello, dal fondatore delle neuroscienze affettive.

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Un video in inglese dove Mark Solms (il fondatore della Neuropsicoanalisi) spiega le caratteristiche distintive della mente.

LE PIÙ RILEVANTI RICERCHE RECENTI

Un nuovo modo di vedere il linguaggio. La "grammatica universale" di Chomsky non è innata.

Ricerche recenti non confermano l’ipotesi di Chomsky di un origine innata del linguaggio, né della teoria psicoanalitica del linguaggio come “area di funzionamento esente da conflitti”. Il linguaggio, come tutte le funzioni cognitive, trova le sue basi neurofunzionali dall’evoluzione di strutture di base nel cervello adibite a funzioni di elaborazione del mondo oggettuale, non esenti da motivazioni, sentimenti e emozioni.

Alzheimer, scoperto il meccanismo all'origine della malattia. E' nell'area che regola l'umore

Una ricerca di base sull’origine motivazionale della malattia di Alzheimer. I centri cerebrali coinvolti con la depressione sono alla base del declino cognitivo. In linea con il pensiero di Panksepp anche una malattia finora ritenuta di indubbia origine “degenerativa” avrebbe le sue matrici nelle dinamiche conflittuali del CervelloMente alla base della depressione. Anche se lo studio è condotto sull’animale, le implicazioni nella ricerca sull’uomo sono enormi.

Da un antidepressivo una speranza di cura per una forma di autismo

Potrebbe arrivare dalla mirtazapina, un farmaco attualmente impiegato come antidepressivo,  nella terapia di un tipo di autismo, la sindrome di Rett. La sindrome di Rett, che viene inserita tra i disturbi dello spettro autistico e le malattie del cosiddetto ritardo mentale, colpisce in media una bambina su 10000, ed è generalmente dovuta ad un gene difettoso del cromosoma X, il gene che codifica la proteina MeCP2. Abbiamo studiato la letteratura, ed è il meglio tollerato a confronto con altri 12 farmaci che sono antidepressivi come questo. È un farmaco molto sicuro”. La speranza che la mirtazapina possa effettivamente risolvere almeno i problemi più gravi causati dalla sindrome di Rett, salvando la vita delle bambine che sono affette dalla malattia, anima gli sforzi dei ricercatori, che intendono continuare gli studi al riguardo.